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Sara Pisoni
il
02/17/2019
Non c’è da stupirsi se Nikko compare nella lista dei patrimoni dell’UNESCO. Per quanto si tratti di una piccola cittadina, vanta uno dei siti religiosi più degni di nota nei dintorni di Tokyo. Noi ci prendiamo un weekend per visitarla, approfittando del Nikko pass che ci fa viaggiare con un bello sconto dalla stazione di Asakusa fino a Nikko (e ci da anche diritto ad usufruire dei trasposti locali in maniera illimitata). Solitamente i turisti scelgono di visitarla in giornata da Tokyo, opzione praticabile ma con tutte le cose che ci sono da vedere nei dintorni sono consigliabili almeno due giorni.
Arriviamo in stazione e dopo un pranzo veloce al kombini partiamo subito per la zona dei santuari. Nikko si trova in una zona montuosa e i punti di interesse sono in un bosco che potrebbe ricordare quelli di casa, ci mancava il profumo dei pini! Per di più, siamo contenti che i turisti optino per la visita mordi e fuggi: mentre noi andiamo verso la meta, la maggior parte dei visitatori sta tornando verso il treno e ci troviamo a respirare un po’ di pace e silenzio in mezzo a alla natura e alla solennità dei templi alla luce tiepida del tramonto. Il Tosho-gu, il Rinno-ji, il Futurasan-jinja,.. Ci sarebbe un sacco da scrivere su ogni santuario e ogni tempio, per la loro bellezza e solennità, per i colori e gli intarsi, per il forte senso di introspezione e meditazione che si vive ammirando queste meraviglie. Fortunatamente ci sono già molti siti che lo fanno (uno di questi, ad esempio, lo potete trovare qui), così non dobbiamo dilungarci con descrizioni e cenni storici.
In un pomeriggio naturalmente non siamo riusciti a vedere tutto, quindi ci siamo tenuti un ultimo tempio per l’indomani, il che è stato anche una fortuna perché abbiamo visto lo stesso scenario anche con la neve (ebbene sì, continua ad essere inverno e a nevicare, qui). Nella zona dei santuari, sono anche da visitare il ponte Shinkyo, la villa imperiale Tamozawa e l’abisso Kanganmafuchi. Nonostante si chiami abisso, il Kanganmafuchi è una semplice passeggiata lungo il corso del torrente. Noi l’abbiamo visto in solitaria (non c’era anima viva!) ma abbiamo avuto la compagnia di una fila lunghissima di statue di buddha con berrettino e bavaglino rosso (vedi immagine di copertina).
Oltre a quello che siamo riusciti a vedere, ci sarebbero state anche altre escursioni da fare nei dintorni, come quella alle cascate Kegon, ma il freddo e la neve ci hanno fatto desistere dal fare le corse e ci siamo concentrati sulle già numerose cose a portata di mano.

Come potete capire un giorno solo per visitare Nikko è davvero poco, però capiamo chi vuole riempire la propria giornata con un programma anche serale – e a Nikko dopo le 18 non c’è NIENTE. Per rendere l’idea, la guida consiglia il FamilyMarket (per chi non lo sapesse, si tratta di un negozietto aperto 24h24 che offre cibo confezionato a basso prezzo e tutti i generi di sopravvivenza e/o cibo spazzatura per chi non ha la più pallida idea di come cucinare o di pianificare una spesa) come posto dove andare a bere qualcosa. Fortunatamente c’era anche una locanda che offre ramen fino alle otto, inutile dire che questa è stata la nostra (unica) scelta per la cena!
Per chiudere, una foto delle famose tre scimmie sagge: “non vedere il male, non sentire il male, non parlare del male”.
- Categoria: Diario di viaggio
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